1.                                         UN SOGGETTO CINEMATOGRAFICO
    LA STORIA DEL RITROVAMENTO LEGGENDARIO
     DI  DIECI  DIPINTI
    " TOP TEN PAINTINGS "
    Umberto Joackim Barbera-De Benedetti-Segre-Levi

    Ecco qui i punti salienti del soggetto cinematografico "TOP TEN PAINTINGS" che Umberto Joackim Barbera, Amministratore della Società NEWTEL srl, depositaria del nuovo soggetto "UN FILM GIA' SCRITTO" presso la SIAE (Società Italiana Autori ed Editori), intenderebbe presentare prossimamente sullo schermo. Si tratta di un tentativo di avvalorare l'autenticità dei singoli dipinti attraverso dei film di "reality-fiction", dove realtà e fantasia creano la leggenda.

    1) "TOP TEN PAINTINGS" é un soggetto che riguarda la storia del ritrovamento di dieci dipinti (per non esagerare) attribuibili a grandi Maestri pittori che operarono a Parigi a cavallo dei secoli XIX - XX, in particolare:
    Henri de Toulouse Lautrec (2 opere: "Ritratto a Cha-U-Kao" e "La Tavernetta".)
    Vincent van Gogh (3 opere: "Pochade de bordel"; "Promenade a Mont Majour"; "Bateaux des pecheurs").
    Paul Cezanne (1 opera: "Forte Mario").
    Pablo Picasso (3 opere: "La bande Picasso"; "Portrait de Fernande"; "But de fleurs").
    Claude Monet (1 opera: "Entré en Italie").

    2) Questi dieci dipinti, chiamati semplicemente "TOP TEN", furono tutti trovati nei mercatini di piccolo antiquariato da un personaggio italiano il cui soprannome é Joackinder. "Io non cerco, ma trovo!" é il suo motto che parafrasa il celebre detto di Pablo Picasso il quale avrebbe inteso dire che colui che trova sa perlomeno dove cercare. Ed infatti Joackinder ricevette una "soffiata" (vale a dire un suggerimento) con cui un amico di famiglia, celebre personaggio che aveva partecipato alla lotta di resistenza italiana contro il fascismo, lo invitò a cercare ed a trovare dei dipinti importanti e disconosciuti ma probabilmente autentici che, per misteriosi motivi, erano oggetto di dispersione nei mercatini secondari del piccolo antiquariato.

    3) Perché questi quadri venivano dispersi nei mercatini di antiquariato? Gran bella domanda. Joackinder portò a termine una indagine decennale al fine di ottenere una risposta che fosse plausibile e che potesse rappresentare il contenuto di un soggetto cinematografico avvincente e di successo e che, soprattutto, avesse attinenza con tutti i dieci dipinti "TOPO TEN". Vedi punto 4 seguente.

    4) Il film inizierebbe con la scena del Generale de Gaulle  che, a Londra (1941) presenta ai banchieri ebrei il progetto di finanziamento al Movimento di Liberazione Francese che sarebbe stato composto di circa un milione di civili pronti a combattere per la libertà, ai quali necessitavano armi, logistica, rifornimenti, coperture, assistenza. Tradotto in soldoni, una cifra enorme.
    I banchieri chiesero al Generale De Gaulle tre precise garanzie:
    a) dei beni reali (opere d'arte autentiche e certificate), accettando che la consegna delle opere ai banchieri fosse posticipata alla fine della guerra vittoriosa.
    b) l'impegno di far salire artificiosamente i valori delle opere d'arte per compensare l'inflazione monetaria in tempo di guerra.
    c) una fideiussione concessa dalle più abbienti famiglie ebraiche europee le quali si sarebbero fatte garanti della restituzione del prestito concesso al Movimento di Liberazione.

    5) Il Generale De Gaulle precisò che il Movimento di Resistenza avrebbe utilizzato migliaia di opere d'arte  che, con la complicità dei Direttori ebrei dei Musei francesi, erano state classificate come "dubbie e false" affinché il ReichMarshall nazista Herman Goering non le sequestrasse, ma assicurando i Banchieri che le stesse opere erano da ritenersi assolutamente autentiche non in forza a catalogazioni o documenti (andati necessariamente distrutti), ma poiché ciascuna opera avrebbe contenuto elementi indiziari endogeni ed esogeni (endogeni = indizi interni, cioé celati nel dipinto stesso; esogeni = indizi esterni, cioé lasciati in libri e in dichiarazioni testimoniali di amici dei pittori) e che tali indizi avrebbero certamente avvalorato l'autenticità del dipinto. De Gaulle avrebbe con ciò confermato il detto per cui "UN DIPINTO DICHIARATO FALSO CONTIENE SEMPRE QUALCOSA DI AUTENTICO", se non altro un segno o una impronta di riconducibilità al suo autentico autore.

    6) Esponenti di spicco del Movimento di Liberazione si diedero quindi da fare per ottenere le fideiussioni dalle più abbienti famiglie ebraiche d'Europa. Esponenti del Movimento di Liberazione in Italia furono ad esempio Giulio BOLAFFI, fondatore della celebre azienda che opera nel settore del collezionismo filatelico e d'arte, ed Eugenio GASTALDI, tenente medico dell'Esercito Italiano e responsabile del controllo sanitario di tutti i bordelli italiani (personaggi entrambi morti recentemente). Le ricche famiglie ebraiche contattate attraverso le Comunità Ebraiche, diedero il loro benestare a rilasciare le fideiussioni a favore del Movimento di Liberazione ma chiesero a loro volta delle garanzie qualora le fideiussioni prestate fossero state escusse indebitamente. Come garanzie, il Movimento di Liberazione offrì alle famiglie ebraiche di scegliere dei dipinti tra quelli che erano stati classificati come "dubbi o falsi" ma che erano assolutamente autentici per i motivi già detti. 
    Le famiglie ebraiche scelsero quindi il meglio del meglio, ed accettarono la promessa che i dipinti sarebbero stati loro consegnati al termine della guerra, sempreché la guerra fosse stata vinta.

    7) Il Generale De Gaulle presentò ai Banchieri anglo-americani le credenziali del Movimento di Liberazione:
    a) la lista di migliaia di dipinti autentici ma classificati come "dubbi o falsi" e custoditi nei caveaux della Banca di Francia;
    b) l'impegno delle Banche ebraiche di comprare e vendersi a vicenda opere d'arte dei pittori francesi, al fine di far salire artificiosamente i prezzi.
    c) le fideiussioni concesse da decine di ricche famiglie ebraiche, con la lista delle opere d'arte (un centinaio) che sarebbero state riservate alle famiglie ebraiche per loro garanzia.
    Il patto venne sottoscritto (1941), coperto da vincolo di segretezza, ed il finanziamento venne concesso dai Banchieri al Movimento di Resistenza, la cui restituzione sarebbe stata garantita dall'onore del Generale De Gaulle, e pagata dall'Amministratore del Movimento di Resistenza nell'arco di 70 anni (1941-2011).

    8) La resistenza incominciò e la guerra perdurò per altri 4 anni, fino alla capitolazione della Germania nel 1945. Venne la resa dei conti anche per il Movimento di Resistenza rimasto senza quattrini. Come fare per restituire i soldi ai Banchieri? La prima idea brillante fu quella di dichiarare migliaia di dipinti rubati, perduti o distrutti dal nemico in operazioni belliche o di razzia, per cui si chiese alla 4 potenze vincitrici della guerra di imporre alla Germania il risarcimento dei danni di guerra. Venne stabilito ovviamente un risarcimento forfettario che si concretizzò in una nota di debito, cioé in un impegno  
     della Germania al risarcimento dei danni mediante un pagamento rateizzato nei 70 anni successivi. 
    Una parte di questa nota di debito corrispose alle rate insolute del Movimento di Resistenza, per cui con la girata della nota di debito ai Banchieri anglo-americani il Movimento di Liberazione francese si trovò manlevato da ogni altro obbligo di pagamento. E quasi tutti i partigiani che militarono nel Movimento di Liberazione furono felici e contenti.

    9) Venute a conoscenza di questa modalità di transazione del debito,  le famiglie ebraiche si allarmarono.
    "Ma come…- si chiesero - noi abbiamo dato le nostre fideiussioni a favore del Movimento di Liberazione nei confronti delle Banche ebraiche, ed ora queste fideiussioni risultano a garanzia del debito verso i banchieri assunto dal nostro ex-nemico? Allora dateci come promesso, la disponibilità delle opere d'arte  che ci furono promesse dopo la vittoria…". Questa richiesta rimase senza risposta, poiché il Movimento di Liberazione s'era oramai sciolto, e la neo-Repubblica francese riteneva le opere ufficialmente distrutte e risarcite dalla Germania. Le proteste della Comunità ebraica internazionale ebbero il loro peso quanto le indagini effettuate da parte dei servizi del neo-costituito Stato di Israele (1948) sull'operato del Governo Provvisorio del Generale Petain contro gli ebrei. Ed infine, dopo 15 anni, la Francia venne ad un accordo segreto: le opere promesse alle famiglie ebraiche vennero loro inviate. Nel 1961 decine di autocarri messi a disposizione dalla Renault, varcarono il confine italiano carichi di centinaia di opere d'arte francesi dichiarate "dubbie o false", a suo tempo scelte dagli eruditi intenditori d'arte ebrei. Queste opere furono dislocate in diverse città italiane, sicuramente anche a TORINO, dove gran parte furono custodite in un "garage" di un celebre pittore, salvo alcune opere tra le migliori che furono utilizzate per arredare le abitazioni dei maggior enti del Movimento di Liberazione italiano.

    10) A partire dall'anno 2000,  allo scoccare del terzo millennio,  furono liberate le prime fideiussioni relative  a diversi lotti di opere d'arte custodite in Italia.
    Le opere d'arte divenivano quindi illecitamente trattenute dai fideiussori ed avrebbero dovuto essere restituite agli aventi diritto: ma a chi?
    Sia per i francesi che per i tedeschi queste opere risultavano e risultano ancor oggi distrutte. Per di più, per i francesi con minor doglianza, poiché tali opere risultano ufficialmente "dubbie o false".
    Eppure esse fisicamente esistono, potrebbero essere esaminate con le moderne tecnologie di indagine biologica e fotografica, e se davvero tali opere nascondessero degli indizi in grado di ricondurre alla loro autenticità, esse solleverebbero un problema internazionale soprattutto se solo una di esse fosse riconosciuta autentica* (vedi nota*) e facente parte di un lotto identificabile.
    Quindi si giunse all'idea paradossale che fosse meglio disperdere le opere come lacrime di sangue nell'oceano,  elidendo le firme degli artisti, staccando le etichette apposte sul retro delle tele, ed appoggiandosi ad una organizzazione che fosse in grado di distribuirle nei diversi mercati secondari dei piccoli antiquari e "brocantes", di color che svuotano le cantine ed i "garages"…
    Solo quale eroico uomo d'azione, un appassionato collezionista d'arte si oppose a questo tragico epilogo e preferì inviare le opere d'arte, ritenute false dai francesi ma autentiche dagli esperti d'arte ebrei, ad amici collezioni privati nello Stato di Israele.

    11) Un proverbio recita: "IL DIAVOLO FA LE PENTOLE MA NON I COPERCHI", vale a dire che la verità prima o poi viene a galla come il sughero della lenza del pescatore:  Joackinder, il personaggio che per uno scherzo del destino si trovò coinvolto in questo "affaire".
    Joackinder é un ricercatore torinese che ha trovato, per primo al mondo, il modo di risolvere gli indovinelli che il pittore Pablo PICASSO inserì nel suo celebre capolavoro "Guerniça".  Si tratta di un quadrato enigmistico che Picasso elaborò nel 1936 con la sua amica enigmista Dora Maar. 
    GUERNICA é un gioco che solo FANFAN LAPIN avrebbe potuto risolvere :  formato da sei indovinelli in forma di cartigli egizi, gli indovinelli della Sfinge proponevano tre elementi visuali consequenziali, due dati ed il terzo, intermezzo, da indovinare domandandosi cosa mancasse tra i due elementi dati.
    Ad esempio: "Cosa manca tra il sole ed il cavallo ferito?". "Manca il carro della gloria" é la risposta all'indovinello, il carro che rappresenta l'inganno alla Storia di Francia. 
    Ed infatti, da una lettera di Picasso (pubblicata nella sua opera "Ecrits"), si trattò di un inganno giocato sugli interessi fruttati per i pagamenti in ritardo della fornitura del gas della Compagnia del Gas di Parigi. Gli interessi maturati sarebbero stati impiegati come tangente per far stare in silenzio sia i realisti che i legittimisti sulla verità che riguardò il disconoscimento del Delfino di Francia salvato dal Tempio e non morto per scrofolosi. La ormai storica "querelle" sulla storia di Francia e sull'inganno perpetuato contro la dinastia dei Re Borbone dai rivoluzionari francesi, una "chicca" non da poco per riabilitare la Storia d'Europa. 

    Ed infine l'ultimo degli indovinelli in "Guerniça": un'antica statua (romana) da ritrovare che rivelerebbe un importante segreto correlato alla scoperta del mitico Calice del Graal.


    L'indovinello proponeva: "Cosa manca tra l' "ERME" (il mezzo busto della statua) e la sua definizione, l'aggettivo "antica" (AGE') ? 


    Manca evidentemente il luogo (Y) dove scoprire il segreto (T=tau)". 
    Ed ecco che  Joackinder ebbe l'idea di inserire Y e T tra le parole ERME ed AGE', scoprendo il luogo dove fosse custodito il Calice del Graal che Napoleone razziò a Roma nella Campagna d'Italia: 

    ERME+Y+T+AGE 
                       cioè al Museo ERMITAGE di San Pietroburgo! 

    Il presunto Calice del Graal é infatti ancor oggi esposto al Museo Ermitage di San Pietroburgo, reliquia che l'ex imperatrice di Francia Josephine Beauharnais-Bonaparte aveva ricevuto in dono da suo marito Napoleone prima d'essere ripudiata, e che Essa donò a sua volta al suo amante lo Zar Alessandro I° Romanov. 
    Occorreva solo più scoprire il segreto contenuto nel vitreo Calice del Graal, segreto puntualmente scoperto da Joackinder, convintosi infine di dover essere premiato per questa sua stupefacente scoperta.


    12) Fu così che Joackinder, dopo aver casualmente trovato un dipinto di Toulouse Lautrec presso un antiquario "brocante" nei pressi della sua abitazione a Torino, si convinse che quest'opera potesse essere un premio a lui destinato,  messo in gioco per sottoporlo ad una prova della verità: Joackinder avrebbe dovuto "trovarlo" per comprovare la sua straordinaria abilità di "trovatore" di dipinti perduti? Solo la successione degli eventi avrebbe potuto dare una risposta concreta e verificabile. 


    Un dipinto tira l'altro, e Joackinder trovò i "TOP TEN PAINTINGS" ovunque li cercasse (a Parigi, a Nizza, a Torino), comprandoli e investendo soldi per studiarli ed esaminarli con le più moderne tecniche di indagine, giungendo ad estrarre il DNA dalle impronte biologiche presenti sul una tela di Van Gogh.
    Joackinder impiegò le stesse tecniche utilizzate dai Carabinieri per incastrare gli assassini di efferati delitti: l'analisi biologica del DNA dell'artista lasciato in un'impronta coeva nel dipinto! 
    E fu felice di credersi premiato senza subodorare che il dipinto fosse un gioco all'inganno ideato dagli artisti i quali non avevano altro modo di divertirsi oltre alla pipa ed al biliardo
    Queste DIECI OPERE (per non parlare delle altre 90 che seguirono...), permeate dalla migliore creatività, ricche di indizi correlati con testimonianze, sarebbero divenute LEGGENDARIE e di incommensurabile valore qualora fossero state scoperte e decifrate. Per questo motivo esse avrebbero dovuto essere custodite e tramandate ai posteri, giammai distrutte o bruciate. Semmai disperse ed affidate al loro destino, alla probabilità del loro ritrovamento.

    13) Che magnifica leggenda per questi dipinti!
    Ma cosa avrebbe potuto fare Joackinder per assolvere a questa sua missione di rendere celebri e finalmente riconosciute autentiche queste opere rinnegate per necessità nella seconda guerra mondiale?
    Joackinder pensò di abbinare ciascun dipinto ad un SOGGETTO PER FILM  (depositato SIAE, Società Italiana Autori ed Editori) la cui trama fosse quelle di un immaginario ritorno degli artisti dal passato al mondo di oggi, per coinvolgerli nella titanica impresa di farsi riconoscere dalle nuove generazioni ed infine di accreditare nuovamente l'autenticità dei loro dipinti.

    14) La NEWTEL srl (sede legale a Sciolze - Torino, Italia) é una società editrice, di proprietà famigliare, appositamente costituita per questa missione. 
    I primi 10 soggetti cinematografici (sinottici, senza finale) sono pubblicati e da trovarsi non con le abilità di Joackinder ma utilizzando il motore di ricerca GOOGLE digitando :

    <UN FILM GIA' SCRITTO + Umberto Joackim Barbera> 

    che porta all'indirizzo del Blog: <http://soggettiperfilm.blogspot.it>

    Tra questi dieci soggetti per film ce n'é uno il cui tsoggetto completo é messo a disposizione di uno sceneggiatore o produttore di film che possa essere interessato ad acquisirne i diritti SIAE. Il soggetto ha per oggetto "Il ritorno di Toulouse Lautrec" nel locale parigino "La Tavernetta", e riguarda la storia dell'accreditamento di due dipinti di Toulouse Lautrec (il ritratto di "Cha-U-Kao" e il grande formato de "La Tavernetta"): vedi il Blog di Google <http://soggettoperunfilmlatavernetta.blogspot.it >

    Un altro soggetto proposto é "Da Parigi a Pechino con Van Gogh", la stupefacente storia della trasmutazione di due dipinti di Van Gogh ("La Pochade de Bordel" e "La promenade a Mont Majour"). Questo straordinario soggetto é pubblicata all'indirizzo: http://daparigiapechinoconvangogh.blogspot.it

    15) La vendita dei  "TOP  TEN  PAINTINGS"  
    é quindi imprescindibile dalla vendita dei singoli soggetti cinematografici.
    Umberto Joackim Barbera, "nick name": Joackinder, fornisce tutte le prove "trovate" (bibliografiche, filologiche, foto-tecniche, biologiche, testimoniali) relative ai dipinti TOP TEN, ma non può certo sostituirsi agli eruditi esegeti dell'arte moderna, tuttavia si affida ai soggetti dei suoi film per raccontare "ciò che si sa e non si dice", così come "ciò che non si sa perché non fu mai detto o scritto". 
    Solo l'analisi delle ricerche condotte in modo serio da riconosciuti laboratori di restauro delle opere d'arte, analisi resa pubblica e valutabile da molti esperti d'arte e non solo dai ristretti Comitati delle Fondazioni francesi (peraltro tenute a non rivelare l'inganno post-bellico) potrà dare una risposta definitiva e portare il collezionista d'arte ad un proprio convincimento. 

    16) L'acquisto dei diritti del soggetto cinematografico, consentirebbe all'investitore di giocare una doppia partita
    - la produzione e distribuzione del film, potrebbe portare ricavi ben maggiori dell'investimento sostenuto, quindi ad un guadagno certo.
    - la rivalutazione del dipinto come assolutamente autentico, potrebbe consentire la successiva messa in vendita dell'opera ad un'asta pubblica internazionale, opera che, grazie alla diffusione del film, diverrebbe leggendaria e di inestimabile valore.

          * ) .... IN UN DISEGNO DI EDGAR DEGAS
                                     
                                                         ^
       una mano-scrittura a margine del foglio sottoposta  


    a  PERIZIA  CALLIGRAFA
    é risultata 
    ASSOLUTAMENTE AUTENTICA 
    dell'artista Edgar Degas. 
    Che sia il caso di chiamare la serie di dipinti 
    "TOP ELEVEN" ?